Concetta Iannibelli: “Poca democrazia a Lagonegro”

Tiene banco la questione relativa alla demolizione e ricostruzione della scuola di Piazza della Repubblica di Lagonegro con fondi PNRR. Per la consigliera comunale Concetta Iannibelli la Delibera di Giunta n.40 non risolve il problema.

“La questione posta in Consiglio Comunale dal Gruppo consiliare Lagonegro, libertà e progresso ha visto esprimersi anche  il Prefetto di Potenza Dott. Campanaro che ha imposto al Presidente del Consiglio Dott. Emidio Franchino di convocare il Consiglio comunale, così come più volte è stato richiesto dalle minoranze secondo norme del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, sul tema della scuola e di indicare l’argomento come richiesto dagli istanti senza modificarne il testo. L’ultimo stadio sarebbe un intervento sostitutivo del Prefetto, cui mi auspico veramente non si debba giungere.

Un breve riepilogo di ciò che era successo nel Comune di Lagonegro dal mese di Giugno 2023 ad oggi:

Il Presidente del Consiglio, dopo aver negato la convocazione di un Consiglio comunale aperto, ritualmente richiesta dalle Minoranze in data 18.06.2023 sul tema della demolizione della scuola, inseriva, in violazione degli articoli n.39 e n.43 del D. Lgs. n.267/2000 e dell’art. 32, n. 6, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale di Lagonegro, l’argomentorichiesto dalle minoranze all’Ordine del Giorno della Sessione ordinaria del Consiglio comunale convocato per il giorno 12.09.2023 per l’approvazione del bilancio di previsione e dei documenti connessi, per di più, modificandoimperativamente il testo della richiesta.

L’Assemblea all’unanimità avrebbe potuto sanare l’irregolarità decidendo di discutere l’argomento (tra l’altro su un tema molto delicato ed importante per la Comunità), così come gli era stato suggerito durante lo stesso consiglio in corso dal Segretario Comunalereggente Dott. Conte ma il Sindaco volutamente sollevava la questione pregiudiziale dichiarando una circostanza non vera e cioè che la discussione di quel punto avrebbe inficiato gli altri già approvati e dichiarati esecutivi, invocando pretestuosamente le violazioni sopra descritte.

Circostanza ancora più grave  si era consumata nel momento in cui, di fronte la rimostranza della minoranza, il Sindaco dichiarava che l’argomento era stato inserito solo a seguito delle interlocuzioni fra il segretario comunale Bastardi ed il Prefetto che aveva già sollecitato tale adempimento.

La gravità raggiungeva il culmine nel momento in cui il Presidente del Consiglio, organo super partes, nonostante avesse convocato il consiglio ponendo finalmente all’ordine del giorno una questione sulla quale aveva già in precedenza violato la legge ed il regolamento comunale,votava alla pregiudiziale, “scoprendo improvvisamente l’esistenza di leggi e regolamenti ignorati fino a qualche istante prima”!

A distanza di circa otto giorni la giunta Falabella, sempre nel silenzio delle stanze comunali, ha deliberato di rinunciare al progetto, contravvenendo la sua stessa approvazione del progetto eseguita con delibera di Agosto 2023, sostenendo la decisione con motivazioni tutt’altro che convincenti.

Ricordo a me stessa che la convocazione del consiglio comunale alla minoranze è un elemento fondamentale della democrazia locale. La mancata convocazione limita la partecipazione democratica ed è una mancanza di trasparenza e di volontà di coinvolgere tutte le parti interessate nella gestione degli affari comunali.

Mai mi sarei aspettata che un Presidente del Consiglio, notoriamente proveniente da ambienti politici che si fregiano di essere paladini di diritto e diritti, avrebbe potuto così tanto calpestare un diritto garantito dalla legge per garantire la partecipazione e la rappresentanza di tutte le forze presenti nel Consiglio Comunale.

Non posso, quindi, che sfiduciare l’operato svolto sinora da un organo che dovrebbe essere super partes.

Mi piace concludere con alcune parole di un intervento ascoltato durante i funerali del Presidente della Repubblica Napolitano, uomo di sinistra la cui memoria potrebbe svegliare quella più dormiente di una maggioranza odierna, non fosse altro per vicinanza di credo politico.

Napolitano ammoniva sempre che per rappresentare i cittadini occorre conoscere la funzione delle Istituzioni e studiare gli argomenti oggetto di scelte politiche.

Con questo concludo e mi auspico che finalmente a brevissimo sia convocato il consiglio comunale straordinario ed aperto che possa trattare in modo esaustivo il tema così delicato e tutt’altro che risolto della demolizione e ricostruzione della scuola di Piazza della Repubblica di Lagonegro a seguito di stanziamenti di fondi PNRR”.

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