Il mondo della Giustizia nell’area sud della Basilicata è in allarme. Ecco quanto ha dichiarato l’avvocatura di Lagonegro.
“Ad appena 13 anni dalla epocale (la prima dall’Unità d’Italia) riforma della geografia giudiziaria con la
soppressione di 31 tribunali, 220 Sedi distaccate di Tribunale e 667 Uffici del Giudice di pace (D.lgs.
155/2012), desta scalpore e sconcerto la notizia (non ufficializzata ma diramata a livello nazionale) che
l’Associazione Nazionale Magistrati ritiene ancora necessario un ulteriore taglio lineare dei presidi di legalità.
Se è condivisibile, anzi auspicabile la considerazione della necessità di assunzione di magistrati e, soprattutto,
personale di cancelleria, risulta assolutamente scriteriato l’orientamento della Associazione stessa (questo sì
ufficialmente maturato già nel 2018) che la dimensione “ideale” di un Tribunale debba contare almeno 30
giudicanti e 10 inquirenti, cosicché andrebbero soppressi quei Tribunali (87 compreso quello di Lagonegro)
che non raggiungono tali numeri.
Si tratta di una prospettiva che ripropone un approccio aziendalista e totalitario, quello cioè di valutare la
giustizia esclusivamente sulla base di meri dati numerici. Numeri freddi, astratti, incapaci di restituire la
complessità delle realtà sociali, territoriali e culturali del Paese, e soprattutto inadeguati a rappresentare le
concrete esigenze di tutela dei cittadini.
La giustizia non è soltanto una questione di statistiche o di carichi di lavoro ma, prima di tutto, è un servizio
essenziale che deve essere garantito in modo capillare, anche – e soprattutto – nelle aree più remote e
svantaggiate. La presenza di presìdi giudiziari sul territorio costituisce infatti un elemento imprescindibile per
assicurare l’effettività dei diritti e la concreta accessibilità alla tutela giurisdizionale.
In questo quadro, l’Avvocatura prende favorevolmente atto delle dichiarazioni rese dal Presidente della
Sottosezione Distrettuale dell’ANM di Lagonegro (il dr. Antonio D’Anello) che – in occasione
dell’insediamento del Procuratore della Repubblica, dott. Giuseppe Cacciapuoti, si è detto fermamente
contrario a un tale progetto di organizzazione dei presidi giudiziari.
Tuttavia, come, con assoluta onestà intellettuale, riconosciuto dallo stesso magistrato, all’interno dell’ANM
non pare essere questo il pensiero dominante, ragione per la quale occorrerà che la contrarietà si esprima in
iniziative di concreto contrasto a un progetto che, se attuato, determinerà l’ennesima spoliazione di un territorio
già privato del Tribunale di Sala Consilina e delle case circondariali di Lagonegro e Sala Consilina”.
