Il 4 febbraio 2006, il 42enne Rino Ponzio, sindaco di Tramutola, vice segretario provinciale del partito della Margherita, presidente della Comunità Montana, viene rinvenuto morto. La morte getta nello sconforto le comunità della val d’Agri. Si parla da subito di gesto estremo. Poi con gli anni vengono a formarsi sulla stampa varie congetture.
Come giornale vogliamo fermarci al 4 febbraio. Rino, ci permettiamo di chiamarlo così, era un cavallo di razza della politica. Democristiano convinto, con Vito De Filippo davano vita ad una coppia formidabile. La Dc con Ponzio e De Filippo aveva trovato due leader straordinari. Di Rino colpiva la sicurezza, viveva il suo ruolo con energia, sapeva essere tra i migliori. Colpiva, colpivano le sue qualità, la sua oratoria con punte di retoriche che non guastavano. Rino era davvero un numero 1. In alcuni incontri a Lauria e a Lagonegro aveva dimostrato la sua caratura nonostante il mondo democristiano fosse in frantumi. Poi, di colpo, la notizia gravissima, terribile. Sono 20 anni ma quel giovanotto sicuro di se, sempre in giacca e cravatta, ancora ci interroga sul valore della vita e sull’enigma dell’esistenza. Un saluto profondo da chi non ha mai avuto il piacere di stringerti la mano… e ciò dispiace, molto. Perchè vi era simpatia epidermica, la stessa che si prova con Vito, pur se non ci si incontra mai. Un abbraccio ai familiari e agli amici. (ML)
Foto: Val d’Agri press
