Medicina di genere: la seconda proposta di legge del M5S su endometriosi, vulvodinia  e neuropatia del pudendo

Questa mattina abbiamo presentato in conferenza stampa una proposta di legge che ci sta particolarmente a cuore e che si inserisce nel solco di un percorso dedicato alla medicina di genere.

Dopo la proposta sul social freezing, di cui attendiamo ancora l’approdo in commissione, proponiamo un intervento concreto per riconoscere e tutelare i diritti di chi convive con l’endometriosi, la vulvodinia e la neuropatia del pudendo. Tre patologie croniche e invalidanti che colpiscono migliaia di donne anche in Basilicata, per troppo tempo rimaste invisibili e ignorate.

Abbiamo deciso di intervenire perché la sofferenza silenziosa di tante donne non può più essere lasciata ai margini. L’endometriosi colpisce una donna su dieci in età fertile, la vulvodinia riguarda il 15% delle donne italiane e la neuropatia del pudendo è ancora oggi una condizione poco conosciuta ma estremamente dolorosa. Nonostante questi numeri, la diagnosi arriva spesso tardi, i percorsi terapeutici sono frammentati e i costi a carico delle pazienti restano elevatissimi.

Con questa legge vogliamo costruire un sistema regionale che metta finalmente al centro la salute delle donne. Proponiamo l’istituzione di un Osservatorio regionale per la raccolta dati, la formazione del personale e la promozione di campagne informative, un Registro regionale per monitorare l’andamento delle patologie, l’approvazione di linee guida per la diagnosi e la cura, la creazione di centri specializzati sul territorio e il riconoscimento del ruolo fondamentale delle associazioni e del volontariato.

Chiediamo anche lo stanziamento di risorse economiche – 100.000 euro all’anno per il triennio 2025-2027 – per dare gambe a questa legge e non lasciarla solo sulla carta.

Vogliamo una medicina più giusta, più consapevole e più vicina alle esigenze reali delle donne. Vogliamo che le donne lucane non debbano più aspettare anni per avere una diagnosi, non debbano più sentirsi dire che il loro dolore non esiste o che è solo nella loro testa. Vogliamo, semplicemente, che vengano ascoltate e curate con rispetto e competenza.

Con questa proposta di legge facciamo un passo in avanti e lo facciamo insieme a tutte le donne che in questi anni hanno alzato la voce, spesso da sole, per chiedere attenzione, diritti e dignità. A loro va il nostro grazie e il nostro impegno.

Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali M5S Basilicata)

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