Tensione per il futuro della Giustizia nell’area sud della Basilicata

Ecco quanto scrive l’avvocato Enzo Bonafine del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro

 

Cari colleghi,

come noto, all’indomani del referendum, l’A.N.M. ha avanzato una proposta di revisione

(ancora una volta) della geografia giudiziaria, secondo la quale, per migliorare la qualità del sistema

giudiziario, bisognerebbe sopprimere i tribunali con meno di dieci pubblici ministeri e trenta giudici,

ossia ben 87 sui 139 esistenti. Inutile dire che il nostro tribunale sarebbe tra quelli da sopprimere.

In disparte ogni analisi e commento di un progetto che già la storia ha dimostrato non essere

in grado di garantire maggiore efficienza, causando, invece, danni incalcolabili al tessuto sociale dei

territori depredati dei presidi di legalità (la gran parte dei quali, peraltro, del Sud, ossia dell’area che

più di tutte, viceversa, richiederebbe presenza dello Stato), è un fatto che il peso politico

dell’organismo proponente sia, oggi più che mai, straripante, rendendo dunque allarmante l’iniziativa.

Nella consueta assenza della politica, la funzione di contrasto a tale esiziale programma non

potrà che essere assolta dall’Avvocatura, consegnata però dalla campagna referendaria a un ruolo

ancora più marginale, segnata dalle divisioni e dall’incapacità di esprimere una sua linea.

Il COA, riunitosi in data odierna, ha valutato indispensabile organizzare la resistenza a una

idea della giurisdizione essa sì contraria ai principi fondanti la Carta Costituzionale che, esattamente

al contrario di quanto voluto dall’A.N.M. (espressione- è bene rimarcarlo- di una categoria

professionale e non già della collettività), garantisce che i servizi, e su tutti quello dell’accesso alla

tutela giudiziaria, siano improntati al decentramento, altrimenti risultandone pregiudicata

l’accessibilità e, dunque, l’effettività.

Sul tema, a breve terremo un Consiglio aperto a tutti i Colleghi per deliberare le iniziative

giudicate più opportune, dalla proclamazione dell’astensione dalle udienze alla mobilitazione delle

Comunità locali e alla creazione di una rete con gli altri Fori che con noi condividono questa ennesima

(ma prevedibile) minaccia a territori che, negandosi servizi e diritti, sono condannati alla

desertificazione.

Confido che il coraggio e la passione saranno le armi di una Avvocatura unita.

 Enzo Bonafine

 

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