“Rai, nel Materano il servizio pubblico è spento: ora basta!”: MDC-Matera lancia la rivolta dei cittadini e una petizione contro il blackout di Stato

Un insulto ai cittadini e una palese violazione del contratto di servizio. Non usano giri di parole i vertici del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) per descrivere il vergognoso blackout della Rai che sta oscurando il Materano. Da settimane, migliaia di utenti si ritrovano davanti a schermi neri e segnali sintonizzati sul nulla: il servizio pubblico in provincia di Matera è letteralmente spento, nell’indifferenza totale dei vertici aziendali.

MDC- respinge con forza le solite scuse tecniche e i rimpalli di responsabilità. La realtà è una sola: la Rai incassa puntualmente i soldi dei contribuenti attraverso il canone obbligatorio in bolletta, ma in cambio restituisce il buio televisivo. Si tratta di una truffa legalizzata ai danni di un territorio sistematicamente dimenticato ed emarginato, dove il diritto costituzionale all’informazione viene calpestato quotidianamente. A pagare il prezzo più alto sono gli anziani e le fasce più deboli, isolati dal resto del Paese per l’incapacità gestionale di chi dovrebbe garantire la copertura radiotelevisiva.

La pazienza è finita. Per bloccare questo scempio, il Movimento Difesa del Cittadino chiama il territorio alla mobilitazione generale. Parte oggi una petizione popolare di protesta, un atto d’accusa formale che verrà sbattuto sul tavolo dell’Agcom, di Rai Way e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per esigere il ripristino immediato delle frequenze e il risarcimento dei danni agli utenti.

“Siamo stanchi di subire in silenzio e di essere trattati come cittadini di serie B”, tuonano Antonio Cosa, Presidente di MDC Costa Ionica, e Cosimo Ierone, Presidente Provinciale di MDC Matera. “Se la Rai non è in grado di accendere i propri ripetitori nel Materano, allora sospenda immediatamente il pagamento del canone per tutti i residenti della provincia! Non arretreremo di un millimetro: invitiamo ogni singolo cittadino a firmare in massa questa petizione. Dobbiamo sommergerli di firme e costringerli a ridarci quello che paghiamo profumatamente”.

I moduli per la sottoscrizione saranno distribuiti capillarmente in tutti i comuni della fascia ionica e dell’entroterra materano. È inoltre possibile sostenere la battaglia immediatamente online: il Movimento invita tutti a firmare e condividere la petizione digitale cliccando direttamente su questo link: https://c.org/vkZmhwC2K2  . Non restiamo in silenzio, riprendiamoci il nostro diritto all’informazione.

 

 

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